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Antonio Ferrara, psicologo, psicoterapeuta e direttore dell'Istituto di psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale IGAT

“Il mio obiettivo è formare terapeuti e operatori nella relazione d’aiuto che, al centro della propria attività, mettano l’interesse per l’uomo e non solo per la teoria, la tecnica e la metodologia.”

Antonio Ferrara

Pubblicazioni di A.Ferrara

La nostra filosofia

L’IGAT, fondata a Napoli nel 1987 dall’attuale Direttore Dott. Antonio Ferrara, da oltre venticinque anni promuove la pratica, l’approfondimento teorico, l’insegnamento e la diffusione della Psicoterapia della Gestalt, dell’Analisi Transazionale e della Psicologia degli Enneatipi, nelle loro diverse applicazioni, secondo i modelli elaborati da Frederick S. Perls, Eric Berne, Claudio Naranjo e loro successive integrazioni.

 

L’IGAT propone il MODELLO GATES “passaggi”, frutto dell’integrazione di Gestalt, Analisi Transazionale, Enneagramma (Psicologia degli Enneatipi) e Spiritualità, intesa come conoscenza della propria natura profonda. 30 anni di ricerca, pratica clinica, formazione.

 

L’Istituto si avvale di uno staff didattico, composto da docenti nazionali e internazionali.

 

Nell’anno 2001 è stata riconosciuta dal MIUR, con DM del 21/5/2001 (G.U. n. 128 del 5/6/2001), ai sensi dell’art. 3 della L.56/89, come Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale, aperta a psicologi e medici.

 

La scuola rilascia titolo equipollente alla specializzazione universitaria.

 

Presso l’Istituto sono attivi, da oltre vent’anni, corsi triennali di Counselling riconosciuti dalle associazioni CNCP, SICO e SIAF.

 

L’IGAT affianca all’apprendimento di teoria, tecnica e metodologia, l’’esperire’ e il ‘saper fare’, dando particolare attenzione alla crescita e allo sviluppo personale dei propri allievi.

Il programma formativo, per la ricchezza e la qualità degli insegnamenti, oltre alle competenze, facilita l’acquisizione di uno stile personale e, grazie a questo insieme, l’inserimento nel mondo del lavoro.

 

È parte integrante della filosofia dell’IGAT il riconoscere che ogni essere umano è naturalmente dotato di piena capacità e in grado di ridecidere sui propri adattamenti e schemi di vita che limitano l’esistenza attuale.

 

Un approccio unitario, unico nel suo genere, per visione dell’uomo e modalità d’intervento.

“La terapia, e le relazioni di aiuto in genere, possono avere una grande funzione sociale quando la cura o l’aiuto a ristabilire il benessere di un individuo, si associano alla comprensione dei valori dell’esistenza e le danno significato.”

Antonio Ferrara

Le radici

Tradizionalmente le due scuole, Gestalt e Analisi Transazionale, hanno avuto reciproche influenze a partire dagli anni ‘50 quando, negli Stati Uniti, si imposero come modelli autonomi, staccandosi dalla Psicoanalisi, dalla quale entrambe traevano origine. I due approcci, di tipo fenomenologico esistenziale, si caratterizzarono l’uno, la Gestalt, per la tendenza soprattutto “esperienziale”, e l’altro, l’Analisi Transazionale, come approccio prevalentemente analitico.

 

La Gestalt introdusse, nel mondo della Psicoterapia, un atteggiamento spiccatamente relazionale ed enfatizzò la necessità che il paziente si riappropriasse dei propri potenziali, dando spazio alla capacità di autoregolazione organismica, alla responsabilità individuale ed alla consapevolezza, la ‘awareness’, fattore fondamentale di cambiamento e di crescita. D’altro lato l’Analisi Transazionale, a partire dalla rielaborazione in termini fenomenologici della concezione di Stati dell’Io, esperienza che affonda le sue radici nella stessa Psicoanalisi, estese il suo corpus teorico alle leggi e alla pratica della comunicazione, alle transazioni, alla teoria dei giochi psicologici ed al Copione di Vita, la complessa mappa che governa l’esistenza umana.

 

L’integrazione di Gestalt ed Analisi Transazionale, mantenendo una coerenza filosofica e teorica di base, permette un ampio spettro di intervento e fornisce la possibilità di agire efficacemente su due livelli: processo e contenuto. Sul “qui e ora”, quindi, con attenzione al comportamento visibile ed osservabile, e sulle strutture, il mondo intrapsichico che governa la personalità. La filosofia, di tipo umanistico, pone al centro dell’interesse di entrambi gli approcci la crescita e lo sviluppo dell’individuo e dei gruppi sociali.

 

Il modello formativo si arricchisce della peculiare integrazione di una caratteriologia che proviene da antiche tradizioni, la Psicologia degli Enneatipi, un particolare filone di ricerca sviluppato da Claudio Naranjo, erede di Fritz Perls, che viene associata, nella nostra scuola, alla teoria e alla prassi di lavoro sul Copione, centrale per la conoscenza della personalità umana e per l’attivazione di efficaci processi di cambiamento.

Maestri e ispiratori

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FREDERICK S. PERLS

“Perls ebbe un impatto forte e dissacrante nel mondo della terapia. Fu persona piena di fascino che si imponeva con la sua presenza, odiato o amato che fosse. Alcuni pensano che la profondità e la pienezza del suo messaggio furono oscurati dalla spettacolarità teatrale che metteva nel proprio lavoro. Chi lo conobbe racconta che non si restava indifferenti al suo modo intenso di entrare nella relazione. Intorno a lui si sviluppò un movimento culturale che andò al di là del mondo della terapia. Perls fu un filosofo dell’esistenza. (…)

Della Gestalt mi colpì subito l’enfasi che metteva sulla crescita personale del terapeuta, considerata come fondamentale fattore formativo. Questa convinzione avvicinò il movimento gestaltico alle tradizioni spirituali di origine orientale. Il terapeuta si forma crescendo e il paziente guarisce crescendo. (…) La terapia della Gestalt fu quindi connotata da un’attenzione alla salute mentale piuttosto che alla patologia. (…) Il limite umano esiste e non vi è altra possibilità che conoscerlo ed accettarlo.

Perls propose come ideale terapeutico l’uomo consapevole, calato nel qui e ora, responsabile delle sue azioni. La consapevolezza fu il principio guida e l’attenzione al qui e ora sollecitò alla presenza consapevole. Calarsi nel “qui e ora” prevede un’idea di presenza che con profondo realismo si traduce nel vivere l’esperienza attimo dopo attimo, nella sua interezza, senza evitamenti e distrazioni che da un lato ci proteggono da dolori e paure e dall’altro ci allontanano dal nostro stesso essere. (…) Il continuo di consapevolezza, che considero allo stesso tempo una tecnica e una filosofia terapeutica, è un esercizio attraverso il quale diamo attenzione all’esperienza attimo dopo attimo.

Restando in pieno contatto con pensieri, emozioni e sensazioni si scopre che è impossibile trattenerli, si dissolvono da soli e dal vuoto che resta emergono nuove esperienze e nuove possibilità. È ovvio quindi che quando la consapevolezza scorre in maniera fluida non c’è attaccamento e i nodi si sciolgono: non c’è patologia. Se invece il processo si interrompe e subentra la fissazione ad alcune limitate esperienze, oppure gli stimoli si affollano nella coscienza e si confondono l’uno nell’altro senza trovare uno spazio di esistenza propria, allora si formano impasse paralizzanti. Viviamo stati di malessere ed entriamo nella patologia.

La saggezza naturale si interrompe e la salute mentale, che appare e prende forma proprio in quel libero fluire, viene sostituita da fissazioni a stati emozionali e a nuclei cognitivi che si ripropongono in maniera stereotipata e ripetitiva, strutture rigide, sempre uguali a sé stesse, nelle quali ci identifichiamo. Sono stati emotivi esageratamente appassionati, idee fisse e generalizzazioni irrazionali dalle quali si sono sviluppati i nuclei caratteriali, cioè la mappa organizzativa della nostra esistenza. Perls aveva molta fiducia nella forza di guarigione del continuo di consapevolezza. (…) Contiene una concezione esistenziale che suggerisce modi di vivere più significativi. ” (A. Ferrara “INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria”, n° 41- 42, settembre – dicembre 2000 / gennaio – aprile 2001, pagg. 72 – 77, Roma)

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ERIC BERNE

“Berne era ammirato dalla creatività di Perls che, a partire da movimenti apparentemente insignificanti, lo sfioramento di una mano, un battito di  ciglia o qualsiasi altro gesto manifestasse il paziente, modalità che oggi sono abbastanza abituali, ma totalmente rivoluzionarie in quell’epoca,  era capace di sviluppare lavori di grande intensità emozionale. Soprattutto emergevano significati e, attraverso il contatto consapevole, si  producevano immediati effetti terapeutici. Lo invitò a fare dimostrazioni durante i seminari che teneva regolarmente a San Francisco e lo considerò  un modello per quel tipo di intervento al quale lui stesso era molto interessato: trattare il paziente a partire dall’osservabile.

Berne, a differenza del fondatore della Gestalt, fu persona schiva e riservata. Cercò più nella elaborazione teorica la propria affermazione che non nell’esperienza viva che proponeva Perls. Questa fu una differenza che caratterizzò le due scuole di terapia anche in seguito. Berne,  tuttavia, non fu un teorico astratto. Le sue elaborazioni teoriche traevano origine proprio dalla sue esperienza clinica, e formulò teorie dirette alla pratica. Il suo motto fu “Prima cura” e con questa intenzione formulò procedure di intervento di rapida efficacia che alleviassero presto la sofferenza. Pur occupandosi nell’immediato del sintomo, non professò una filosofia comportamentale e, in un certo senso, fu un precursore del counselling, perlomeno nelle prime fasi della sua ricerca, quando, tralasciando il lavoro psicoanalitico che avrebbe ripreso più tardi con ottiche completamente diverse, si concentrò soprattutto su quello che lui chiamò il “controllo sociale”. Più organizzato di Perls, costituì una associazione internazionale che, con il tempo, garantì gli standard formativi degli analisti transazionali nelle loro diverse aree di intervento, clinico, educazionale e quello relativo alla consulenza. Soprattutto dette una struttura teorica e metodologica al nuovo approccio che andava elaborando.” (A. Ferrara “INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria”, n° 41- 42, settembre – dicembre 2000 / gennaio – aprile 2001, pagg. 72 – 77, Roma)

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CLAUDIO NARANJO

Nato a Valparaiso (Cile) nel 1932, Claudio Naranjo ha studiato medicina, musica e filosofia. Psichiatra e psicoterapeuta, dopo un training presso l’Istituto cileno di Psicoanalisi con Ignacio Matte Blanco, ha insegnato psicologia all’Università del Cile e ha diretto il Centro Studi di Antropologia Medica.

Trasferitosi negli Stati Uniti, è stato fin dai primi tempi nello staff dell’Esalen Institute in California, dove è diventato uno dei successori di Fritz Perls e si è affermato come una figura di spicco della nuova psicologia. Oggi Naranjo è uno dei massimi esponenti della psicologia transpersonale e conduce in diversi paesi del mondo attività di ricerca e formazione, ispirandosi a vari maestri spirituali orientali e occidentali, tra cui Swami Muktananda, Idries Shah, Oscar Ichazo, Suleyman Dede, Sua Santità il XIV Karmapa, Tarthang Tulku Rinpoche, anche se una delle figure di riferimento del suo pensiero rimane soprattutto Totila Albert Schneider, artista e filosofo cileno (1892-1967), di cui Naranjo si ritiene l’erede spirituale.

Nella sua carriera di docente ha insegnato religioni comparate al California Institute of Asian Studies, psicologia umanistica alla University of California di Santa Cruz, meditazione al Nyingma Institute a Berkeley, California, ed è il fondatore del SAT Institute, una scuola di psicologia e spiritualità integrate in cui tra l’altro applica l’enneagramma dei tipi psicologici, di cui è il massimo esperto. Considerato uno dei pionieri dello Human Potential Movement, la sua introduzione dell’idea di “Quarta Via” in Psicoterapia, ripresa da Gurdjieff, è un esempio del suo lavoro d’integrazione tra psicoterapia e tradizioni spirituali. Attualmente il suo impegno prioritario è dedicato al campo dell’educazione. Il programma di formazione per insegnanti “SAT educazione”, da lui creato, intende dare una risposta concreta alle difficoltà che incontra l’educatore, difficoltà individuali che sono espressione di una crisi più generalizzata che caratterizza il nostro tempo. Il progetto pedagogico proposto da Naranjo mira a valorizzare ed a sostenere una nuova sensibilità educativa, che si coltiva soprattutto attraverso un processo individuale di crescita personale. Nell’ambito del percorso educativo noto come “Programma SAT”, la scuola di crescita personale fondata all’inizio degli anni Settanta, Naranjo propone la sua linea pedagogica che è quella di una educazione integrale, che si ricollega al pensiero di Rousseau, Dewey, Montessori e Steiner, ponendo l’accento sugli aspetti emotivi e spirituali del processo di apprendimento e sugli sviluppi che la relazione educativa attraversa nell’ambito di questo processo.

Nel settembre 2007 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Scienze della Formazione Primaria presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Udine. (fonte www.satitalia.it)

Associazioni e collaborazioni nazionali e internazionali

L’IGAT è membro delle seguenti associazioni: 

Federazione Italiana Scuole e Istituti di Gestalt (F.I.S.I.G.), di cui il Dott. Antonio Ferrara è stato socio fondatore e Presidente

European Association for Gestalt Therapy (A.E.G.T.)

European Association for Psycotherapy (E.A.P.)

Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapeuti (F.I.A.P.)

Coordinamento Nazionale delle Scuole di Psicoterapia (CNSP)

Coordinamento Nazionale delle Scuole di Counselling (CNCP)

Società Italiana di Counselling (SICO)

SIAF Italia – Counseling

Inoltre, il Direttore dell’IGAT è associato a:

I.A.T. – Istituto di Analisi Transazionale

I.T.A.A. – International Transactional Analysis Association

E.A.T.A. – European Association for Transactional Analysis

L’IGAT collabora, tra gli altri, con:

Gestalt Institut – Barcelona (Spagna)

Institute Integratiu – Barcelona (Spagna)

SAT – Berkeley (California)

Istituto Hermes – Vitoria (Spagna)

Istituto EneaSat Brasilia (Brasile)

The Iron Mill Centre – Exeter (Inghilterra)

Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della Comunità (ASPIC) – Roma

Centro studi di terapia della Gestalt (CSTG) – Siena

Associazione Italiana Gestalt Analitica (AIGA) – Roma

Istituto di Analisi Transazionale e Gestalt – Torino

Ha collaborato con:

Istituto di Analisi Transazionale di Lublino (Polonia)

Istituto di Analisi Transazionale di Vilnius (Lituania)

La Montera – Aula de Gestalt para la Psicoterapia y las artes Escénicas – Siviglia (Spagna)

Meta – TR Escola d’Autoconeixement – Barcellona

Escuela Transformaciòn Humana – Colombia

Centro Metafora – Milano

Associazione Italiana di Psicologia Transpersonale – Roma

Istituto di Psicologia Generale e Clinica dell’Università degli Studi di Siena (come membro FISIG),

ed altre organizzazioni in Italia e all’estero.