I.G.A.T. Istituto di Psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale

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I.G.A.T. Alejandro Jodorowsky

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ALEJANDRO JODOROWSKY



Jodorowsky è sempre stato un poliedrico che, nel corso della sua vita, ha sperimentato un po' di tutto. Nato in Cile nel 1930, figlio di immigrati ucraini ebrei, parte nel 1953 alla volta di Parigi, città dove risiede tuttora. Già queste poche note biografiche indicano che la storia dell'autore è storia di un errare tra vari aspetti della vita, senza mai fossilizzarsi in un'unica attività o personaggio.

La sua carriera artistica ha toccato vari campi: mimo, attore, regista cinematografico (El Topo (1971) e La Montagna Sacra (1973) sono i suoi capolavori), autore di teatro, poeta, romanziere e sceneggiatore di fumetti. In tutti i suoi lavori l'aspetto visionario ha sempre prevalso, sottolineando così la necessità di rompere le strade note e prosaiche.

Uno degli aspetti più affascinanti di Jodorowsky riguarda la sua figura di psicoanalista sui generis. E difficile posizionarlo rispetto a una scuola o a una corrente di pensiero, e non a caso si definisce psicomago. In realtà egli ha elaborato un modo nuovo di entrare in contatto con l'inconscio.
Il libro Psicomagia (Feltrinelli), permette di avvicinare l'idea di Jodorowsky riguardo al mondo della psicoterapia. Sotto forma di intervista, il libro ripercorre le tappe principali della vita dell'autore, sottolineando le esperienze, anche difficilmente credibili, che Jodorowsky ha vissuto, fino ad arrivare alla descrizione della sua terapia, definita panica.
L'appellativo Panico è sempre stato presente nei suoi lavori: con Arrabal e Topor ha fondato il movimento Panico nel teatro. Panico per dire che l'ordine del nostro universo, in apparenza così prevedibile, può venire sgretolato. E Jodorowsky, con la sua vita e le sue opere, ha sempre ricercato l'atto che destrutturi lo stato delle cose scontate.

L'abitudine, rassicurante condizione che ci permette di nascondere l'ineluttabile divenire del mondo, allora rimane spiazzata e intravediamo altre possibilità di esistenza. La grande scommessa riguarda il cambiamento: Jodorowsky scrive: la gente desidera smettere di soffrire, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sua adorate sofferenze. La terapia panica vuole essere un modo, dirompente, per azzerare l'abitudine e aprire nuove porte verso una comprensione diversa dell'esistere. Perché essa funzioni, occorre crederci, e questo dogma è vero per ogni tipo di azione nel mondo.

Da anni tiene a Parigi il Cabaret Mystique, uno spettacolo a metà tra il teatrale e la terapia di gruppo, uno show di terapie lampo in una sala in cui l'energia crea situazioni rare di phatos. Chi assiste ai suoi spettacoli può oscillare tra l'ammirazione e il dubbio, lo stupore e lo scetticismo, lo si può chiamare un ciarlatano trascendentale, comunque Jodorowsky è una di quelle persone che hanno la capacità, forse una dote naturale, di scavalcare direttamente tutto ciò che è scontato per arrivare dritti al cuore. Dolce, umile e gentile in privato, Jodorowsky quando sale sul palcoscenico può trasformarsi in un'opera barocca, profonda, eccessiva, sacra, sicuramente non banale.
(fonte: http://www.geagea.com)



NAPOLI
2/3 Giugno 2012







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Aggiornato al 16/02/2012
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